27 ottobre, 2007

L'effimero e l'eterno


Poco fa stavo tornando a casa dalla palestra e c'era una luce bellissima. Come mi succede molto spesso mi sono trovata davanti a un'immagine che avrei voluto fotografare e ho realizzato che non avendo la reflex con me l'occasione era persa per sempre. Questo pensiero ne ha prodotto a catena un altro. Qui a Shanghai è tutto instabile, transitorio. In Italia siamo abituati ad avere intorno cose ferme, a vivere in mezzo a pietre eterne. E' sempre tutto lì, a disposizione, paralizzato nel tempo e nello spazio. In Cina ogni oggetto ha senso solo se concepito nell'ottica di un utilizzo immediato. Le città sono le prime a sottostare a questa legge. Sono consumate, in continuo divenire, esposte ad ogni tipo di cambiamento, dall'apertura di negozi e locali, al rifacimento delle strade, alla distruzione e ricostruzione di case. Forse è per questo continuo modificarsi dei punti di riferimento che Shanghai mi attrae sempre. E questo nonostante ami l'Italia per le ragioni opposte, per quel senso di sicurezza e di atemporalità che trasmettono i pesaggi urbani e naturali del nostro paese. Per questo stesso motivo continuo infine a pensare che Venezia sia la città più bella del mondo. Per il suo carattere effimero ed eterno allo stesso tempo.

Nella foto di questo post si vede sullo sfondo l'unico altro esempio di mia conoscenza che assimilerei a Venezia: Civita di Bagnoregio, un meraviglioso paesino laziale, arroccato su una collina il cui terreno sta lentamente erodendo. Se lo si guarda dal di fuori si prova un senso di terrore. Entrando tra le mura si respira la pace dell'eterno. Stupendo.

1 commento:

martita ha detto...

Ma tu lo sai che sul Ponte dei giocattoli non c'è più il negozio di giocattoli?...se ci ripenso mi viene da piangere! :(((