28 febbraio, 2007

Cosa facciamo io e Giulia nei nostri incontri tra la notte e il giorno


Magari la prima volta il video non guardatelo: è qsa di osceno. La canzone è bella davvero.

27 febbraio, 2007

C'est ennuyant. C'est Versailles


Ieri sera ho visto Scene da un matrimonio di Bergman. Un capolavoro. Non ve ne parlo perchè ne ho già discusso a voce con diverse persone e avrei l'impressione di ripetermi. Non vedo perchè annoiarmi.
Oggi alle 18: Marie Antoinette di Sofia Coppola. Mi è irrazionalmente piaciuto troppo. Ho sempre avuto un debole per MA e il modo assolutamente parziale in cui viene rappresentata da Sofia Coppola rispetta esattamente il modo in cui la voglio immaginare anch'io. Tutte le scene apparentemente inutili, vuote, in cui non sembra non succedere nulla sono perfette per Versailles. "C'est ridicule" dice MA a una dama di corte in riferimento all'etichetta troppo stretta. "C'est Versailles" risponde la dama. Perfetto: in quella frase c'è il film. Unica pecca oggettiva è il carattere troppo pacifico, o quantomeno troppo poco capriccioso di MA. Ci voglio credere ma non è possibile. Va bene essere solari e sorridenti ma, per fare un esempio, quando dormi con un roito come Louis XVI e cerchi anche di trombartelo e tu, tra l'altro, sei anche discretamente gnocca e lui non te lo da'... beh, non puoi proprio svegliarti sorridente. Quantomeno riempigli le lenzuola di scoregge.
Questa sera alle 21: Kramer vs. Kramer. Bellissimo. Qui, lo ammetto, ho pianto. L'avevo già visto anni e anni fa ma non lo ricordavo più. KvsK emozionalmente ti stende. Dopo 5 minuti sei dentro alla storia. Odi Meryl, adori Dustin. Vorresti subito fare da baby sitter al bambino per coccolartelo un po'. I personaggi risultano tragicamente umani. Per dire: Scene da un matrimonio è troppo teatrale, troppo ben costruito. Non lascia spazio al superfluo. KvsK invece cresce nelle piccole cose. Di più: in Sdum è la trama che guida i personaggi. Come se, all'inizio di ogni capitolo, Bergman dicesse ai suoi attori: ricordatevi di recitare. KvsK invece è più naturale, la finzione è più autentica. I personaggi sono dentro alla trama.
Notte.

Torna a Surriento

Certo, l'accompagnamento col solo pianoforte la rende un po' meno toccante ma non è stupenda? Se vi metto un po' di arie di opere liriche le ascoltate o non ve ne frega un cavolo? su Youtube ci sono delle chicche pazzesche.

26 febbraio, 2007

Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati...



Ieri sera io e Carlo&Carlo siamo andati a sentire Renzo Arbore all'Opera di Shanghai. Molto divertente lui e bravissimi anche gli altri cantanti e musicisti. Lui mi è piaciuto davvero tanto, sebbene la canzone napoletana non sia esattamente la mia passione. Il pubblico era in delirio. Un po' eccessivo, a dire il vero. O probabilmente sarà che sono io una cagacazzi. Ma le quarantenni che ballano scatenate sulle poltrone con a fianco magari la classica signora francese impassibile, che le osserva di sbieco, probabilmente un po' schifata... voglio dire, non eravamo in uno stadio o a una sagra di paese, ma nel teatro più elegante di Shanghai. Lo so che non è politically correct ma gli eccessi nazionalpopolari, è più forte di me, mi danno troppo fastidio.

Esame di coscienza: anch'io davanti a una gara di Motogp sono molto nazionalpopolare.

Morale della favola: tutto sommato meglio essere indulgenti con se stessi e bacchettoni con gli altri che viceversa.

24 febbraio, 2007

Hangzhou (Angiò)


Questo weekend non farò nulla. Ozio puro. Ieri sono andata in gita ad Hangzhou con Monica, Simone, Lulli&Maxine. Hangzhou è una cittadina di 7 milioni di abitanti che dista 2 ore di treno da Shanghai. L'attrattiva principale è un lago bellissimo (nella foto un particolare). Poi, per il resto, non c'è granchè da vedere. L'idea che mi sono fatta è che le città della Cina, bene o male, sono così. Per noi italiani, che abbiamo chiesette o monumenti meravigliosi anche in paeselli di duecento anime, può essere visto come un grosso limite. Il lato positivo, però, è che si ha più tempo per osservare la gente e godersi le singole cose.
Un'altra osservazione: ho capito che viaggiare qui da soli con treno o bus è un gran casino. se non ci fosse stata Max sinceramente non so come avremmo potuto fare. Tutto in ideogrammi. Cartelloni in ideogrammi, indicazioni per la biglietteria pure... mah. non è che ci vada molto a scrivere due cartelli in inglese.
Va bene, buon weekend cari, mi sa che mi prendo una vacanzina di due giorni anche dal blog... eheh!

22 febbraio, 2007

Hong Kong vs Venezia



Adoro HK. Già l'anno scorso mi aveva lasciato addosso una sensazione indelebile. E, considerata la tipologia di città che normalmente mi fa impazzire, non riuscivo a spiegarmi il perchè. In questo viaggio, invece, ho fatto una scoperta inquietante: HK ha una miriade di punti in comune con Venezia. Ve li elenco:
1. L'umidità. Anche se forse anche per un veneziano HK in estate potrebbe andare un pochino troppo oltre il limite sopportabile.
2. I passaggi sopraelevati (vedi qualche post sotto) sono l'equivalente dei ponti veneziani. Due città percorse su due livelli, uno terra/acqua, l'altro a un livello superiore.
3. Diretta conseguenza di questa caratteristica: le scale. Tra l'altro, come mi succede sempre quando torno da Venezia, oggi ho un sedere da paura.
4. Odore di acqua stagnante. La mia madeleine per eccellenza. In questi giorni non si sentiva molto perchè non faceva troppo caldo ma appena saliva dall'acqua un po' di essenza di marcio mi scioglievo completamente.
5. I dim sum, specialità hongkonghese che viene servita a pranzo (sono dei piattini con ravioli o altre cosine tipiche), sembrano troppo i cicchetti dei bacari.
6. La folla. Incontenibile e snervante.
7. Il traghetto. Salire su quello che da HK Island porta a Kowloon è struggente come prenderne uno a Venezia per andare alla stazione o a Piazzale Roma.
8. La decadenza. Questo aspetto è il più interessante ma anche il più insidioso e contestabile. A me HK da' una sensazione di decadenza comparabile solo a quella che suscita Venezia. La stessa aura di potere in esaurimento. Ok, Venezia è una mummia, un cadavere imbalsamato per bene mentre HK è una città vivace, ancora in fermento, piena di stimoli. Ma se la si osserva con attenzione ha un che di putrido, di malato. Senza contare che la riannessione alla Cina l'ha privata di quella autonomia che le assicurava un autentico splendore. In questo senso azzardo un'ipotesi che tanto non potrò mai verificare: HK sarà la Venezia del 2200. Basta con 'ste cazzate per cui ogni città con tre canali e due ponti viene definita se in Olanda la Venezia del nord, se a Shanghai la Venezia cinese ecc. ecc. Le somiglianze devono essere un po' più sostanziose.
ora me ne vado a dormire.

Insonnia da fireworks

Sono quasi le 2 del mattino e 'sti psicopatici di cinesi in festa non accennano a voler dormire. Fuochi d'artificio e botti senza sosta. Immaginatevi la mezzanotte del 31 dicembre per una strada di una qualunque città italiana che si ripete all'infinito. Considerate che i festeggiamenti sono cominciati sabato sera. Ora siamo a mercoledì. Sono arrivata almeno un'oretta fa e, vi dirò, mi sarei volentieri accozzata all'istante nel letto. Impossibile. Li ho appena fatti sentire al telefono a mia mamma: anche lei incredula. Che poi dovreste vedere che brutti sti fuochi d'artificio. Li fanno quasi ad altezza uomo. Soddisfazioni zero. e poi i botti... aarggh. lexotan.

Macao


La foto si commenta da sè. Questa è la ressa al controllo documenti nella stazione marittima macanese. Più o meno la stessa densità di popolazione che c'era per le stradine del centro. Null'altro da aggiungere...

Auguri Marti!!

21 febbraio, 2007

19 febbraio, 2007

2027

2027 e' il numero della camera d'albergo. la 2046 non esiste senno avrei senz'altro chiesto di cambiarla. sto usando il pc della hall dell'hotel e ho i minuti contati. La tastiera anglo-cinese che sto usando mi fa uscire pazza. non si capisce una mazza. Oggi abbiamo camminato un sacco. il tempo e' sempre bruttino ma fa caldo. domani macao. Hanno fatto dei fuochi d'artificio sulla skyline incredibili. ovviamente non sapevamo ci fossero e ce li siamo visti dalla camera d'albergo appena arrivati. che sfigati. Anche se alla fine io odio il rumore dei fuochi, quindi tutto sommato non mi e' nemmeno troppo dispaciuto. Vi mettero' due foto-tristezza scattate da dietro il vetro.

Solo un assaggino di Hong Kong


Si lo so, dovevo andare a dormire ma sto inviando dei file via skype, quindi rieccomi qui. Allora qui sopra grande attesa per la parata di Capodanno. Noi siamo scappati. C'era un bordello indescrivibile. Come se HK non fosse già normalmente abbastanza sovraffollata.


Foto della metro. Bella, no? Si vede che sono passati gli inglesi.


Da un passaggio sopraelevato. A HK ce ne sono tantissimi. Come a Parigi, con la rete metropolitana, esiste una vera e propria città sotterranea, qui a HK sopra alla città normale se ne trova un'altra costituita da questi passaggi che sovrastano le vie e ti portano da un centro commerciale all'altro per poi finire magari in una stazione di metro. Non so se mi piace più l'idea o il fatto di percorrerli. Considerata la quantità di scale che mi sono sparata tra questo pomeriggio e questa sera... direi la prima, va'. Ora 'notte per davvero.

18 febbraio, 2007

Vi presento Deng


Sarò rapida perchè la connessione in albergo costa un'esagerazione (apprezzate la mia totale dedizione al mestiere di blogger). Siamo arrivati a Hong Kong oggi pomeriggio. Ieri sera e questa mattina li abbiamo passati a Shenzhen (leggesi sciengèn). Città "nuova", ovvero sviluppatasi in maniera impressionante, tanto che oggi conta 15 milioni di abitanti, negli ultimi 25 anni. Voluta da Deng Xiaoping: da qui la gigantografia della prima foto, che si trova ad uno degli incroci principali della città. Mi ha fatto un po' strano. Di solito, il soggetto preferito dai cinesi è Mao. Qui non se lo caga nessuno.


In questa immagine la vista da casa di Paolo. Il tempo, come potete notare, non è un granchè. Se non che fa caldo e si sta in maglietta anche di sera (la Meimei starà rosicando come al solito, lo so).


Questo invece è un parco bellissimo sempre sotto casa di Paolo. Fa abbastanza impressione vedere tanta vegetazione. A Shanghai è tutto grigio. Così, devo ammetterlo, anche una città che non ha nessuna particolare attrazione turistica come Shenzhen, non riesce a non colpirmi.

Che altro? A Shenzhen ci sono tantissimi mendicanti. A Shanghai, a parte il racket dei bambini di Tongren Lu che ti seguono per strada alla due del mattino, è raro vedere qualcuno che ti chiede soldi.

E poi... ah si, ho mangiato a un giapponese da paura. Altro che il pesce surgelato che ti smollano a Shanghai. Vero sushi, vero sashimi. Buonissimo. Vado a leggere qualcosa. Bonne nuit...

17 febbraio, 2007

A new addiction


Ho una fame assurda e sono in attesa che arrivi a casa la mia insalata preferita dell'element fresh. L'altroieri ho scoperto che fanno consegna a domicilio: vi annuncio che si è conclusa l'era della mia dipendenza dalla pizza del Jimix.
Parto tra poche ore. Dovrei avere la connessione wireless in albergo, comunque, se non ci dovessimo sentire fino a mercoledi... buon anno del maiale a tutti. bacio.

Strange fruit

Southern trees bear strange fruit,
Blood on the leaves and blood at the root,
Black bodies swinging in the southern breeze,
Strange fruit hanging from the poplar trees.

Pastoral scene of the gallant south,
The bulging eyes and the twisted mouth,
Scent of magnolias, sweet and fresh,
Then the sudden smell of burning flesh.

Here is fruit for the crows to pluck,
For the rain to gather, for the wind to suck,
For the sun to rot, for the trees to drop,
Here is a strange and bitter crop.

16 febbraio, 2007

Oroscopi

Cos'hai imparato di nuovo quest'anno?", ho chiesto recentemente ai miei lettori "Ho imparato che chiedere quello che voglio è il primo passo per ottenerlo", ha scritto Sarah Pearson. "E ho imparato che il viaggio che intraprendi per cercare di sfuggire al tuo destino può essere interessante quanto il destino stesso". Di tutte le lezioni che vorrei che tu imparassi nella prima metà del 2007, Bilancia, queste due sono sicuramente le mie preferite.

Questo è il mio oroscopo settimanale di Internazionale. Per una volta ho capito al volo cosa Rob Brezny mi vuole dire. Di solito ho bisogno dell'interpretazione di... indovinate un po'? Annika, bravi. Comunque in questo oroscopo mi ci ritrovo abbastanza. Alla fine la bravura di uno scrittore di oroscopi è riuscire a rigirare bene considerazioni ovvie sul nulla. Brezny è troppo bravo. fa sembrare gli oroscopi una cosa intelligente.

Passiamo allo zodiaco cinese. Non ho ancora formulato i buoni propositi per il nuovo anno. Intanto vi informo che stiamo per entrare nell'anno del Maiale, "il periodo più adatto per affrontare i problemi familiari, per riallacciare i rapporti parentali o partecipare ad eventi mondani. Trattandosi inoltre dell’ultimo segno "del ciclo dei dodici anni, favorisce la conclusione dei progetti iniziati". Bella lì.

Ora una domanda per voi: come leggete il nome Annika? Cioè: l'accento su che lettera lo mettete? Ce lo stavamo chiedendo io e Cachi ora, mentre facevamo colazione. Si, stamattina speculazioni filosofiche a gogo. Buona giornata.

Auguri Vale!!

15 febbraio, 2007

Genesi di un viaggio ovvero come l'Ayì ti cambia la vita


Partiamo da ieri mattina: mi alzo alle 11 (bella figata, lo so) di ottimo umore e, tempo cinque minuti, ricevo la triste notizia che Alice deve tornare in Italia. Un compagno di viaggio in meno. La Thailandia che sfuma. Ma reagisco. E ve lo scrivo subito sul blog (non ero presa troppo male, no?). Finchè a mezzogiorno arriva l'ayì (=donna delle pulizie) la quale mi comunica che venerdi se ne torna a casa sua e che non verrà per una settimana. Una settimana. Qui mi assale lo sconforto. Il vero sconforto. Questa è una notizia merdique. Io ormai senza ayì non vado più da nessuna parte. Non posso proprio sopravvivere. I piatti e le posate finiscono subito (abbiamo sei pezzi per genere, tranne i cucchiaini che sono addirittura solo quattro), i vestiti si accumulano dappertutto, i rotolini di polvere aumentano di ora in ora. Annika assiste al mio momento di sconforto e mi suggerisce di partire lo stesso. Si, ma dove?? Alchè, provvidenza vuole che mi chiami Carlo, cui hanno appena riferito che i voli per Shenzhen (città cinese attaccata a Hong Kong) costano pochissimo. Detto fatto, troviamo il volo. les jeux sont faits. Riassumendo: sabato sera partiamo per Shenzhen, dove dormiremo la prima notte ospiti del Paolo Mesturini (papà del Simone nonchè fratello di Rita, NdM per i casalesi). Domenica giretto per Shenzhen e poi Hong Kong. Dopodichè abbiamo tre giorni da passare tra Hong Kong (che, per chi non lo sapesse, è tra le mie città preferite) e Macao, dove invece non sono mai stata. Mi porto dietro il mac perchè per lavoro non si sa mai. Spero ovviamente di non doverlo usare. magari vi scriverò anche. Vado a pranzo con le tre streghette all'element fresh, un locale dove si mangiano cose relativamente sane (insalate molto buone che inspiegabilmente si digeriscono dopo 10 ore).

14 febbraio, 2007

Parto

Indovinate dove vado???

Niente voyage... sigh!



Alice parte per l'Italia, Carlo ha troppi pochi giorni, io ho un lavoro da fare e probabilmente sarebbe stato un casino organizzarsi. Basta? In compenso in questi giorni qui il clima è pazzesco, ieri ci saranno stati 18°... mi mancano il Gian e Cindo qs mattina, forse li ho sognati. Di sicuro ho sognato un sacco di gatti. Sarà da una settimana che i felini popolano i miei sogni.

Opss... scusate: quella casa che vedete nella foto è un'altra galleria in zona Moganshan Lu. bella, ve'? Ciao!!!

13 febbraio, 2007

Questa sì che s'è incazzata



E il bello è che non volevo neppure fotografare lei ma il casino intorno. Mi ha addirittura minacciata sollevando lo sgabellino e urlando non so cosa (a volte fa piacere non capire una mazza dell'idioma locale). Ammetto che un po' mi sono cagata sotto. Per di più proprio ora che mi ero svegliata e cominciavo a fare foto alla gente... azz!! La foto fa abbastanza schifo, lo so, ma è testimone di un momento molto difficile della mia esperienza in Cina. Con voi desidero condividere tutto.

Vi aggiorno sugli ultimi sviluppi dell'ipotetico viaggio dei miei sogni di questi giorni: niente Filippine. Forse Thailandia. C'è un volo cheap che parte lunedi per Bangkok e ci sto seriamente pensando. L'unico problema è organizzare il lavoro (del tipo che l'unica soluzione potrebbe essere ammazzarsi davanti al PC questo week end...). Ormai sono entrata in fissa. Devo partire, fare qualcosa.

Vi segnalo un sito fantastico, il "gnocca travel" (http://xoomer.alice.it/gtravels/bangkok.html). Imperdibile. E detto ciò me ne vado a dormire. Sto leggendo due libri contemporaneamente, pratica che normalmente aborro, Il secondo in realtà l'ho cominciato perchè mi ero dimenticata di avere iniziato il primo. un genio, insomma. ma c'è stato di mezzo il solito week end di bagordi. ormai questa è diventata un po' la mia scusa preferita. Comincio a ripetermi...

bonne nuit mes chéris!

12 febbraio, 2007

Ho decisamente bisogno di una vacanza



1. Oggi ho lavorato talmente tanto che per scrivere qui sopra sto veramente facendo uno sforzo indicibile. ma in questo momento mi peserebbe anche farmi un pediluvio. Ormai il mio sedere è un tutt'uno con la sedia, quindi tutto sommato l'attività meno faticosa è starsene piazzati qui. Cazzacci vostri miei cari! ;-)
2. Shanghai mi soffoca. Ho bisogno di uscire di qui. Adesso è da un mese che sono tornata e ricomincio di nuovo a sentire il peso di essere sempre nello stesso posto. Unico inconveniente: questa settimana iniziano le vacanze per il Capodanno cinese, Carlo è andato a vedere in agenzia ma non si trova un buco per andare da nessuna parte... vedremo. Ormai mi vedevo sdraiata su una spiaggia delle Filippine...

08 febbraio, 2007

Volar... oooo

Titolo idiota, lo so.

Prima una comunicazione di servizio: da un giorno non riesco più ad aprire hotmail... non so perchè. Ormai come una vera cinese (YP) vivo nell'ignoranza di quello che succede intorno a me. E, soprattutto, del perchè. Comunque, scanso ad equivoci, se mi state scrivendo e non rispondo non lo faccio intenzionalmente.

Mo' veniamo alle chiacchiere. Ieri sera sono stata con le altre Cetra (Annika, Monica e Alice) a una festa al Volar, locale i cui interni sono stati progettati da Philippe Starck. Bello? Non ricordo molto bene, mi pare di si. A parte la luce rossa nei bagni, il cui unico pregio era di non mettere in risalto le occhiaie che in qs giorni decorano il mio visetto deperito. C'era troppo casino. E cmq, il faut le dire, la cosa più bella erano delle ragazze cinesi (YP) vestite da marie antoinette. Avevano dei costumi meravigliosi. con tanto di parrucca boccolosa. Che rosicata, ne avrei troppo voluto indossare uno. Erano costumi realizzati da una stilista cinese. Trattandosi di una festa abbastanza fighetta, quando una delle marieantoinettes mi ha chiesto se volevo conoscere l'ideatrice di queste meraviglie, ho fatto un po' la vaga "si, si, tra un attimo andiamo". Comunque, non per fare la polemica a tutti i costi, ma un'ipotetica mariantonietta denoantri non avrebbe manco risposto alle mie peraltro fastidiosissime domande (del tipo: Ma hai i tacchi? Fai vedere? Mi presti il ventaglio?). Riesco solo ad immaginare eventuali reazioni stizzitite. Invece, e so che è assurdo, qui il fatto di essere occidentale ti da' il vantaggio di essere considerato figo a priori. Non che di fatto questa cosa mi abbia mai agevolata in qualcosa. Preferirei essere mandata a cagare una volta al giorno da un cinese a rotazione se potessi andare al supermercato e poter far capire, che so, che voglio del pangrattato.

Mo' me do'. Ho fame e tra poco arriva il mio procacciatore di cibo a pagamento del mealbay con una bella vaschetta di affettati italiani.

noooooo noooo, scusate, non posso ancora lasciarvi. mi è appena arrivato l'ennesimo tentativo di abbordaggio via skype. il seduttore così si presenta: "Rimanendo persistentemente scapolo, un uomo converte se stesso in una tentazione pubblica permanente". Che dite, lo autorizzo?

07 febbraio, 2007

Per Ale

A grande richiesta, ma soprattutto in onore di A. Bonito Oliva e anche del Gina, che oggi è ancora più simpa del solito (sembra impossibile lo so)...



Dopo questa non ce ne sono più, tranquilli. Anche se, certo, potrei fare qualche fotomontaggio con photoshop per creare un effetto Gremlins. vabbè dai, vi lascio in pace. Bacini replicanti a tutti, Là.

06 febbraio, 2007

Auguri Orson

05 febbraio, 2007

Dimenticavo...

... er Gina mi ha mandata su questo blog http://urcamarco.blogspot.com/ a cliccare il seguente link
http://www.uniciechiverona.com/fiabe/tree.html. Riporto tutti gli indirizzi per non prendermi meriti che non ho. Andate a dare un occhio all'ultimo sito.
Ieri sera sono andata a dormire con Barbablù...

Moganshan Lu 50


Oggi pomeriggio passeggiata con la mia amichetta Annika tra le gallerie di Moganshan Lu. Faceva caldo, si stava benissimo senza piumino. Per i non shanghainesi Moganshan Lu è una via i cui palazzi ospitano solo atelier o gallerie d'arte. E' un posto fantastico. Parecchie esposizioni sono terrificanti, ok. E le gallerie che si salvano non sono poi molte, bisogna ammetterlo. Ma la location è pazzesca. Da' proprio l'idea della genesi del prodotto artistico. Sembra tutto in divenire. Come dire: Moganshan Lu e gli Uffizi sono le due facce della stessa medaglia. Non so se mi spiego. Non oso insinuare che una qualunque opera contemporanea qui esposta sia paragonabile a una tela di Caravaggio. Mettiamola così: Uffizi:Italia=Moganshan Lu:Cina. In Italia tutto bello, si, certo ma tutto rinchiuso in un museo, mai niente di nuovo. Qui invece gli ideali estetici sono spesso discutibili, non c'è dubbio, però qualcosa si muove. e si sente. Anche nella quotidianità si ha sempre la sensazione di essere immersi in un laboratorio.
La foto in alto è scattata nel corridoio di uno dei primi stabilimenti. A destra e a sinistra i vari ingressi aprono sulle gallerie-atelier degli artisti.
Qui sotto, particolare dell'interno di un atelier.


Qui un'opera un po' kitsch. Ma io e Annika l'abbiamo trovata molto funny.


Bacio, sempre vostra Madame.

04 febbraio, 2007

L'uomo sogna di volare: guardare dall'alto, planare sul mare...



Vi accennavo in un post abbastanza recente che, una volta, specialmente negli anni del Liceo, uno dei miei sogni ricorrenti era quello di volare. In realtà si trattava di un incubo, perchè mi succedeva di volare sempre in situazioni pericolose e spesso sorvolavo terreni paludosi, deserti, su cui non era possibile atterrare. L'unica cosa che a posteriori trovo abbastanza divertente è la mia tecnica di volo: "la rana". Nuotavo a rana nell'aria. Va beh, a voi non farà assolutamente ridere ma solo perchè non mi avete vista. In linea di massima si trattava di sogni angoscianti però, non so come sia possibile, ci sono particolari che ricordo ancora adesso con una nitidezza impressionante. Ed è strano anche che sia così affezionata al ricordo di un incubo.
Evito di raccontarveli:
1. tanto dubito ve ne freghi qsa;
2. non voglio spiattellarvi anche i frutti della mia psiche malata, soprattutto nel periodo delle turbe adolescenziali.

Non c'entra nulla:sapete che anche qui a Shanghai passa l'arrotino? O, almeno: sotto casa mia c'è un tipo su una bici che parla con un megafono e ripete sempre le stesse frasi. O è un pazzo o è un arrotino.

03 febbraio, 2007

La testa che scoppia



Ho bisogno che qualcuno mi spieghi perchè:
1. continuo ad andare a mangiare schifezze al city diner alle 4 di notte. e ogni mattina dopo dico: mai più. e ogni weekend dopo ci ricasco.
2. nella letteratura contemporanea (americana soprattutto) c'è sta moda del ragazzetto che si ammazza di pugnette. Perchè? Basta. Fante, Roth, non vorrei dire una cazzata ma se non ricordo male pure Salinger. E in questo momento non me ne vengono in mente altri ma solo perchè ho dormito 4 ore. Cioè: han rotto. non riesco a finire il lamento di Portnoy, è più forte di me.

01 febbraio, 2007

Ora è il loro turno



Fervono i preparativi per il Capodanno Cinese. Ecco una foto di fronte al Plaza 66, il centro commerciale più bello -e deserto- di Shanghai. Quest'addobbo è parecchio raffinato per i canoni locali. Ieri sono andata al Jalefu (Carrefour) e un intero reparto era stato riempito di festoni e altri oggettini orripilanti. L'unica cosa che mi fa impazzire, in mezzo all'accozzaglia di tutte queste chinoiserie, è la statuetta dorata di un gattino, che alza e abbassa la zampa. Quel kitsch che è talmente kitsch da essere quasi di classe, non so se avete in mente. Ma non avrò mai il coraggio di comprarlo.
Un quesito: ma perchè le feste richiamano istintivamente il rosso? Sia il nostro che il loro Capodanno, per esempio. Questa è una domanda da Marti.

Qui diamo di matto

Allora: premesso che il sito online di repubblica fa sempre più pena e che, considerata per di più la lentezza con cui si apre, dovrei semplicemente farmi furba e smetterla di cliccarlo ogni mattina. E magari prendere l'abitudine di leggere testate online più serie. Mi riferisco a giornali stranieri, chiaramente, tutta un'altra cosa (es. andate a guardare il sito di Le monde, non c'è storia). Mi servirebbe giusto per continuare ad avere un'idea vaga di quello che succede nel mondo. Della politica italiana ho nausea. Non so se è un sentimento condiviso o un mio problema. O forse, più banalmente, non è della politica che sono stufa ma di come ce la raccontano. E qui si torna alla "questione" Repubblica. Che poi, dico Repubblica, ok, ma questa mattina mi sono accorta, buttando un occhio a Google news, che il delirio era collettivo. Beh, suppongo abbiate intuito a cosa mi riferisco. Tutti i siti impazziti per la lettera di Veronica a Silvio. E allora, via alla domanda retorica: ma chi cazzo se ne frega delle beghe di Berlusca e consorte? Senza stare a sindacare sull'intelligenza di due persone che comunicano di cose intime pubblicamente (dopo Lory e Al Bano, l'ex-premier e la moglie, chiaro). ecco senza sindacare su queste scelte, dovremmo comunque serenamente ammettere che siamo un paese di imbecilli. Sembra di vivere in una puntata di Uomini e donne. Io alle prossime elezioni voto per Maria de Filippi. Con questa classe dirigente di coglioni impossibile aspirare a qualcosa di meglio. Costantino vice-premier. La sora urlante di Cinecittà la mettiamo ai beni culturali. E così via. Magari terrei qualche personaggio della politica attuale, così, per fare folclore. Tipo la russa, gasparri, mastella e anche rutelli, va'.
Faut faire avec.
Che vergogna.